La piccola Quarna nel vasto mondo: Quarna c'è!

English version: press here.


A più di un mese dall'emanazione del primo decreto-legge contenente una serie di misure per contrastare l'avanzata del Coronavirus, che nel frattempo ha continuato la sua avanzata causando un'emergenza sanitaria a livello mondiale tanto da parlare di pandemia, anche Quarna è chiusa e, come parte integrante del mondo, può potenzialmente essere vittima del contagio ed è per questo che è bene attenersi a tutte le indicazioni delle autorità. Tra le restrizioni l'impossibilità di intrattenere relazioni sociali risulta essere quella che, tra tutte, ha avuto un impatto maggiore sulle nostre quotidiane e consolidate abitudini. Ma l'impossibilità di vedersi dal vivo non può essere motivo di divisioni. E seppur piccola, la nostra realtà può vantare una rete di conoscenze molto vasta e, se è vero che i veri amici si vedono nel momento del bisogno, allora gli amici di Quarna che HurtigherBlog ha contattato per dimostrarle vicinanza lo sono, avendo raccolto con entusiasmo l'invito; ecco quindi i loro saluti e testimonianze, tra cui anche quelli di alcuni quarnesi emigrati. Più che mai: Quarna c'è!

BENGT
da Askim (Norvegia)
(versione originale)
Cari quarnesi, mentre la notizia passa sugli schermi, mi sento triste a sapere che oltre 5.000 persone sono morte per questa pandemia, un dato che ha dell'incredibile. Il mio pensiero va a tutti gli amici di Quarna e al loro benessere: "restate a casa" è l'invito anche qui in Norvegia. Ma ricordate, arriverà la primavera, e con tutto il cuore vorrei che rimaneste in buona salute e che quando questo sarà finito potremo riunirci per un grande gruppo di canti e musica e condividere le nostre storie del periodo in quarantena. State bene e forza quarnesi!

JUAN ESTEBAN, cav. Balestretti

da Buenos Aires (Argentina)
(versione originale)
Alla famiglia argentina Balestretti è sufficiente alzare gli occhi al cielo per sentire nell'anima il paesaggio, le montagne e i laghi del "paese della musica". Oggi il mondo sta attraversando una sfida terribile e inaspettata e l'Italia è, ancora una volta, nella prima fila della storia. Nessuno è sconosciuto e non sappiamo nemmeno come sarà il futuro.
   Per favore, abbiate cura di voi, lì in ogni casa sarete protetti e quando vedremo il nostro cielo immortale tra le montagne attraverso le finestre, approfittiamone per ricordare quando è arrivata ciascuna delle nostre famiglie, cercando il loro futuro e con la speranza nell'anima. Di solito dico alla mia famiglia che Dio riposa a Quarna, poiché è dove la musica armonizza il paesaggio ed è dove Santo Stefano si prende cura dei suoi figli. Prendiamo la sfida del domani, come i primi fondatori, e sicuramente in futuro sorgerà di nuovo il sole . Amici, il segreto sarà la temperanza e la forza di ognuno di voi. Ogni notte accendete una candela in modo che Dio sappia che a Quarna i suoi figli supereranno questo momento difficile.
   Qui in Argentina ognuno di noi, i vostri fratelli nati in un'altra terra, farà lo stesso e così il paradiso costruirà un immenso abbraccio tra di noi.
   Quando tutto sarà finito, verrò nella nostra terra per condividere i sorrisi e una preghiera con i miei fratelli della terra della musica. Dio vi benedica tutti!

DONNA
Un rapido saluto è giunto anche da Donna, impegnata attivamente nel fronteggiare l'emergenza realizzando maschere per un centro di anziani.

MICHAEL e INGE
da Copenaghen (Danimarca)

(versione originale)
Cari Quarnesi, dal 2008 trascorriamo ogni estate a Quarna. Il vostro paese è nei nostri cuori e perciò pensiamo a voi in questo periodo difficile. Sappiamo che, al momento, ogni giorno è una sfida e una lotta. Speriamo che questa situazione terribile termini presto. Ci rallegriamo nel tornare a Quarna, là dove ci sono uomini gentili, la bellissima natura, la buona tradizione, le feste, la musica. La Quarna che amiamo! Abbiamo visto su internet una foto dei musicisti impegnati a suonare sui balconi: bravissima Quarna!
   Anche a qui in Danimarca siamo a casa per un mese. Fortunamente noi stiamo bene!
   Due giorni fa abbiamo telefonato a Los Angeles per parlare con Guido Barone: lui e Mercedes stanno bene.
   In questa foto c'è Michael con il suo sassofono, il "Due Voci" della Rampone&Cazzani: attualmente ho tante ore per esercitarmi, ma nessuna per suonare insieme. Desideriamo che tutti a Quarna stiano bene. Distanti ma uniti!

REINER
da Rottweil (Germania)

(versione originale)
Da lontano vorrei mandare un saluto incoraggiante a Quarna Sotto e Sopra. Viviamo distanti 400 chilometri, però siamo uniti nel timore del virus, ma con la consapevolezza di poterlo battere con la nostra solidarietà, che sarà necessaria anche nei tempi dopo il virus per poter vincere i risultati dell'epidemia.
   Da più di dieci anni sono innamorato dei due paesi, dell'ambiente, della cultura e, non da ultimo, del museo. Ho delle amicizie e dei contatti buonissimi: Quarna è diventata la mia seconda patria. Ho passato lì ogni giorno di Pasqua, però quest'anno tutto è cambiato. Adesso siamo separati l'uno dall'altro: i confini sono chiusi e siamo più o meno rinchiusi in casa.
   Da due settimane non ho più un contatto faccia a faccia: resto a casa insieme a mia moglie, i nostri figli fanno la spesa. Però anche intorno a noi, in Germania, la vita è cambiata: solo poche macchine passano davanti alla nostra casa, i negozi sono chiusi - salvo quelli necessari per sopravvivere -, le scuole sono chiuse e le lezioni si svolgono via internet. La situazione è quella che conoscete bene anche voi.
   Come occupo questi tempi pesanti? Ho tanto tempo per sbrigare i lavoretti arretrati in casa e in giardino (benché a volte manchi il materiale), per leggere, dipingere e suonare il fagotto. Per fortuna possiamo fare delle camminate sulle montagne della "Alb", ma solo in due ed evitando rigorosamente ogni contatto con altre persone. Viviamo i due diversi volti della natura: quella che ci tormenta con questo virus e quella che, invece, ci rallegra con il suo verde nuovo, che non stenta a far spuntare piccoli fiori primaverili. Sta per dipingere la nostra vita con colori meravigliosi, che danno speranza e fiducia. 
   Facciamo attenzione a noi stessi e vediamo di restare sani e salvi e aspettiamo un miglioramento della nostra situazione: voi a Quarna, noi a Rottweil. Ci siamo vicini in pensieri e solidarietà! 
   Coraggio e un cordiale saluto dalla Germania!

MATTHEW
da New York City (U.S.A.)
(versione tradotta)
Quando scoprii Quarna nell'estate del 2018 mi sembrò di essere giunto in un luogo lontano, sia geograficamente sia culturalmente, una realtà completamente diversa dalla mia vita a New York. Ora, da quando nelle ultime settimane il mondo è diventato più piccolo, le nostre comunità non sono più separate da un oceano; siamo però, insieme, parte di un mare di incertezza. Eppure ogni giorno mi sento più vicino a Quarna: quando mi sveglio apprendo le notizie dell'America e quelle dell'Italia con lo stesso cuore e la stessa speranza. Vedo i miei amici quarnelli come se fossero una famiglia, al pari dei miei amici e della mia famiglia qui. Mentre la nostra vita quotidiana in America si evolve rispecchiando la vita quotidiana in Italia, i nostri mondi, una volta così distanti, sono ora una cosa sola.
   Un giorno, presto, aspetto di bere una birra e di mangiare una pizza al Posta, di bere del vino con un piatto di pasta al Circolo e di godermi un cappuccino al Bar Sport, di incontrare vecchi amici e conoscerne di nuovi, di fare un'escursione tra i sentieri, di mangiare tapelucco e polenta e gorgonzola, le miecc e, più di tutto, di ascoltare il suono della musica.
   Andrà tutto bene! All will soon be better.

IONUŢ
da Bucarest (Romania)
(versione tradotta)
Sono stato molto lieto di scoprire una piccola parte del sensazionale nord Italia, grazie al programma Erasmus+, ideato e organizzato dall'Associazione Culturale Mastronauta ("non è sufficiente guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere", ricordo questa frase sui muri dell'associazione), a Quarna Sotto, un progetto che ha previsto l'incontro di più ragazzi per scambiarsi idee, culture e tradizione (leggi: "Culture Dance Steps", l'Europa abbraccia Quarna, ndr). Sono rimasto sorpreso di vedere quanto affascinante può essere un piccolo paese e devo ammettere che la natura è stata generosa con Quarna! Le persone sono state sempre gentili e disponibili ad aiutare e mi sono proprio sentito il benvenuto nel corso delle tre settimane lì. Vorrei ringraziare tutti i quarnesi che sono venuti per incontrarci e per presentarci la loro cultura nell'ambito di un evento speciale organizzato dal Comune (a cui ha partecipato anche il gruppo folkloristico "Matai d'cà Noscta", con una dimostrazione e presentando il vestito tradizionale, ndr). Un altro grande momento è stato quando le autorità locali sono personalmente state presenti al nostro arrivo per darci il benvenuto nelle nostre lingue madri - eravamo ragazzi di cinque diverse nazioni! Penso che questo sia o dovrebbe essere il vero senso della vita: essere capaci di capire quanto diversi e, allo stesso tempo, quanto simili siamo come umani, essere disposti ad abbracciare persone che provengono da culture diverse - cosa che a Quarna la gente sa fare molto bene! Vorrei inoltre ringraziare Edoardo Casotti per avermi invitato a parlare di questa mia esperienza e di condividere i miei pensieri sulla vita a Quarna. Inoltre, vorrei ringraziare Cristina e Alberto, i due grandi chef, per essere stati con noi e aver cucinato piatti deliziosi e tradizionali tutti i giorni - cari Cristina e Alberto, vi rispetto molto! Ogni passo a Quarna mi ha permesso di trovare natura e normalità e credo fermamente che sia un posto raro che merita ogni tipo di supporto!
   Le autorità rumene hanno dichiarato lo stato di emergenza il 16 marzo e da quel giorno non possiamo più uscire di casa se non per valide motivazioni (qualora ce ne fossero, dobbiamo compilare un modulo in cui le dichiariamo - per approvvigionarci o per le situazioni urgenti). Ci sono anche soldati per le strade della città; banche, scuole, centri commerciali e bar sono chiusi. Ci sono più di 1.000 casi in Romania ma più del 10% sono stati dichiarati guariti, quindi c'è speranza. Lavoro a casa da oramai due settimane e molti dei miei amici fanno lo stesso. Ci tengo anche a dire che io e alcuni miei amici stavamo discutendo su come l'Italia sia stata tratta da alcuni Paesi dell'Unione Europea e ci siamo rattristati per l'Italia, perché non lo merita. I rumeni sono molto preoccupati per quanto sta accadendo in Italia non solo per quanto riguarda il virus ma anche per come è considerata da alcuni altri stati e molti di noi, in questo periodo, stanno condividendo sui social network le foto dei loro viaggi ed esperienze in Italia.
   P.S. Anche se è stata la mia prima volta in Italia, sono quasi certo che la mia prossima visita sarà nuovamente in quest'area sensazionale.
   Grazie a tutti! Grazie Italia!

LUISA
da St. Veit, Pleinfeld (Germania)
(versione originale)
Cari amici quarnesi, vi mando un caro saluto dalla Baviera. Abito in una piccola frazione di Pleinfeld, un paese di 3.000 abitanti situato tra Norimberga e Monaco. Anche noi siamo in quarantena e abbiamo il coprifuoco ma la nostra situazione, rispetto alla vostra, è di lusso. Infatti, anche se è interdetto avere contatti con persone al di fuori del nucleo familiare convivente, ci è ancora permesso di andare a passeggiare e fare sport all'aperto, da soli o con un membro dello stesso nucleo. Nei supermercati c'è carenza di carta igienica (prima o poi impareranno che la carta igienica non si può mangiare), di farina e di lievito, ma l'atmosfera è rilassata, nonostante ci siano poche persone. Non ho ancora visto né una mascherina né un guanto qui; ognuno se ne sta per conto suo e se ci si incontra per la strada si rispettano i due metri di distanza di sicurezza e la vita continua, almeno in paese, abbastanza normalmente. I miei figli sono tornati a casa perché l'università è chiusa; i figli che vanno a scuola seguono le lezioni online. Così, possiamo occuparci della nostra salute facendo movimento all'aria aperta e mantenendo l'umore alto.
   Cari amici, tentate anche voi di tenere le difese alte: se potete, andate in giardino e fate qualche esercizio all'aria aperta, spegnete le notizie catastrofiche e occupatevi di cose che vi riempiano di fiducia e vi facciano sorridere. Cercate, come potete, nonostante le restrizioni, di scappare dall'atmosfera cupa che avvolge l'Italia e ricordatevi che il nostro sistema immunitario è molto dipendente dal nostro stato psichico-emozionale. So che è più facile dirlo che farlo, ma cercate un angolo di pace e gioia e di usare questo tempo costruttivamente, così non sarà sprecato e resterete sani.
   Vi abbraccio e prego che Quarna rimanga immune alla malattia e che possa presto vivere una primavera di risurrezione.

CRISTIAN
da Manjimup (Australia)
(versione originale)
Dopo un mese, girando una parte della costa australiana, sono sceso verso sud e mi sono fermato in una cittadina di nome Manjimup, nell'entroterra, quattro ore a sud di Perth, nell'Australia Occidentale. Qui ho iniziato a lavorare in una farm (azienda agricole e fattorie tipicamente australiana, ndr), per completare gli ottantotto giorni di lavoro necessari per ottenere il visto per il secondo anno. Ho raccolto uva nel periodo di vendemmia e ho fatto talee di fragole; ora ho trovato un lavoro per i prossimi due mesi come raccoglitore di patate: la sveglia è alle 3:30 e nella giornata di lavoro, che inizia alle 5, raccogliamo tra le 40 e le 50 tonnellate di patate. La cittadina è molto piccola ma al di fuori di essa ci sono fattorie con terreni infiniti in cui ci sono produzione in particolare di patate, fragole, avocado, mele, pere e ortaggi. Al mattino, recandomi al lavoro, incontro spesso canguri che attraversano la strada saltellando, ma purtroppo se ne incontrano anche tanti morti sul ciglio della strada investiti.
   Quando è iniziata l'emergenza, molti australiani hanno iniziato a rimanere in casa ancora prima che iniziasse la quarantena, non mandando i figli a scuola e chiudendo i pub e altri luoghi di incontro, la gente sta a casa. Molte farm non prendono più backpacker (turisti-lavoratori, i quali lavorano per pagarsi vitto e alloggio viaggiando per l'Australia, ndr) per paura che siano affetti dal virus, quindi rimangono senza lavoro e la loro situazione diventa difficile e alcuni hanno deciso di tornare al proprio paese mentre altri aspettano sperando che la situazione migliori. Sono in un ostello con una trentina di ragazzi di molte nazioni e per prepararci all'emergenza abbiamo partecipato ad un incontro; cerchiamo di non uscire dalla città, di avere meno contatti possibili con persone esterne, di tenere pulito l'ostello più possibile e di lavarci le mani sempre. Sono stati chiusi i confini tra i diversi stati e quindi non è possibile viaggiare, senza sapere fino a quando, e anche i voli interni iniziano ad essere bloccati.
   Qui dove sono io non sono stati registrati casi e ci auguriamo che rimanga così. Siamo anche stati intervistati da un tg regionale, in cui abbiamo esposto la nostra situazione. Dopo gli incendi (che hanno devastato parte dell'Australia sud-occidentale nel periodo tra giugno 2019 e febbraio 2020, ndr) è arrivato anche questo problema.
   "Si dice che quando qualcosa inizia male alla fine si rivelerà una sorpresa", anche perché la mia esperienza in questo posto magnifico non si concluderà a breve, anche con questa difficile situazione: l'Australia è ancora da scoprire, vivere ed esplorare! Le persone sono cordiali, salutano per strada anche se non ci si conosce e non c'è stress da lavoro. Al termine della giornata di lavoro, qui è normale andare in spiaggia o al parco per godersi il magnifico tramonto gustandosi una buona birra ghiacciata.
   Teniamo duro e speriamo che passi in fretta!


Un altro punto di vista, anche se in modo indiretto, arriva invece dal Brasile, grazie a Daniele Zolla, rientrato in Italia prima che l'epidemia dilagasse.
«In questo periodo i brasiliani sono soprattutto spaventati e confusi. Purtroppo in Brasile si susseguono comunicati contrastanti: i governatori  si sono pian piano allineati alle disposizioni prese in Italia, mentre il presidente della Repubblica continua a dire che è solo "un'influenzina". Per questo, tutti coloro che hanno amici in Italia o in Europa cercano di avere notizie dirette perché anche le TV trasmettono tutto e il contrario di tutto. Sono inoltre terrorizzati dai dati che arrivano dall'Italia, dalla Spagna, dagli USA e dal resto dell'Europa. Sono consapevoli che il Servizio sanitario brasiliano è disastroso e pertanto sono terrorizzati al pensiero che il Coronavirus possa arrivare là con la stessa virulenza con cui è arrivato da noi» (versione originale).

Commenti

  1. Questo post scalda il cuore....

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    1. Grazie! Che in questo momento particolare si possa sentirsi bene per qualche minuto!

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